giovedì 21 aprile 2016

IL MIRAGGIO DELLE PENSIONI

43 anni di contributi richiesti per Uomini e Donne, 67 anni di età per la Pensione di Vecchiaia, Casse dell'Inps vuote entro il 2030 se non ci sarà un notevole incremento del PIL di almeno un 1% ogni anno.


L'unica SOLUZIONE è rimboccarsi le maniche e METTERSI DA PARTE dei SOLDI per quando davvere ne avremo bisogno.


Tutt'altro che rosea la prospettiva per i lavoratori e per le Famiglie italiane che si sono viste spostare l'età pensionabile negli ultimi 20 anni, a partire da quel famoso 1995 - inizio 1996 con la Riforma Dini che ha variato il SISTEMA CONTRIBUTIVO nel tanto sanguinoso SISTEMA CONTRIBUTIVO.

Tale passaggio ha già penalizzato i primi pensionati degli ultimi anni ma inciderà soprattutto sulle generazioni successive per andare a colmare l'enorme buco nero - creato e mai sanato, nelle casse dell'Inps.

Troppo spesso purtroppo, ANCORA AD OGGI, nonostante l'argomento sia infuocato in questi giorni, la SENSIBILITA' sulle opportunità di REINTEGRO parziale delle scoperture pubbliche, attraverso l'IMPEGNO INDIVIDUALE di denaro, è troppo bassa.

Non si è ancora compreso a fondo che già dal 1995 esistono i "Famosi" Fondi Pensione adibiti per il risparmio fiscale soprattutto dai lavoratori autonomi ma anche per la Gestione TFR da parte dei lavoratori dipendenti del settore privato.

Le famose BUSTE ARANCIONI che dovrebbero informare le persone del loro reddito pensionistico futuro sono in realtà niente altro che uno strumento di SVEGLIA, di sensibilizzazione, di Allarme silenzioso che le Casse dell'Inps muovono e veicolano a tutti i lavoratori dipendenti.

Il messaggio di queste buste da leggere senza alcun allarmismo è: "SVEGLIATEVI SIGNORI, LO STATO SOCIALE, LO STATO CHIOCCIA CHE SI è PRESO CURA DI VOI PER ANNI E' MORTO E MORIRA' ULTERIORMENTE SE NON TORNATE A DIMOSTRARE CHE GLI ITALIANI SONO STATI E SONO TUTTORA IL PRIMO POPOLO MONDIALE PER IL RISPARMIO".

L'ausilio di Internet, dei cellulari di ultima generazione, dei canali di informazione NON DA ALIBI A NESSUNO, chi vuole informarsi lo può fare edanzi, LO DEVE FARE, perché INFORMARSI E' GRATUITO.

Se avete qualcuno che si intenda di sistema previdenziale, un consulente di fiducia, un esperto in famiglia, NON ESITATE A CHIEDERE INFORMAZIONI.

Se invece non avete nessuno, non chiedete ai vostri amici o parenti, perché la soluzione per loro migliore può essere senza logica alcuna per voi.

Chi vi da queste informazioni RESTA A VOSTRA DISPOSIZIONE qualora voleste APPROFONDIRE i temi trattati e/o CAPIRE QUANDO E CON QUALE PERCENTUALE del vostro reddito andrete in PENSIONE.

                                                                                                                   Daniele Stroppiana

                                                                                                                Assicurazioni senza Sorprese

mercoledì 1 luglio 2015


I 5 SEGRETI

DEL

RISPARMIO

E

DELLA PREVIDENZA

 

 

In Regalo per te questo brevissimo Fascicolo dove sono contenute tutte le informazioni più importanti riguardo il Risparmio e la Previdenza.

 

 

 

Il mio Obiettivo è sensibilizzare più persone possibili, informare tutti coloro che sono ancora all’oscuro dei 5 segreti del Risparmio ed aiutarti a realizzare i Tuoi Obiettivi sfruttando al meglio le Normative Vigenti.

 

 

 

 

LA PREVIDENZA e la GESTIONE DEL RISPARMIO

 

Indice:

 

1- Quando e con quanto andrò in Pensione?

  • Lavoratori dipendenti che guadagnano 1000 in pensione con 500
  • Lavoratori autonomi che guadagnano 1000 in pensione con 300

: Perché prenderò così poco dopo tanti anni di lavoro?

  • Grafico dei tre pilastri previdenziali
  • Situazione italiana nel 2050 dati istat

 

2- Posso aumentare la mia Pensione?

  • Integrazione secondo pilastro gratuita
  • Integrazione terzo pilastro volontaria

 

Come funziona il TFR?

  • 6,91% del RAL Reddito Annuo Lordo = poco più di uno stipendio netto mensile
  • Tasse dal 23% al 43% in base al reddito

 

3- Mi conviene spostare il TFR?

            : conviene:

  • Al lavoratore (tasse dal 15% al 9%, interessi maggiori, sicurezza nel versamento)
  • Al datore di lavoro (deduzione fiscale dal 4 al 6% e altri sgravi fiscali, cancellazione debito)
  • Al Fondo (costo gestionale e piccola percentuale sugli interessi)
  • All’Inps (cancellazione debito per la gestione dei soldi)

 

Può fallire la Compagnia? Cosa succede ai miei soldi?

 

4- Come faccio a raggiungere i miei obiettivi, a relizzare i miei sogni? / Il Pilastro Indiduale è solo per la Pensione?

  • Breve periodo (5-10 anni) es. estinzione mutuo / finanziamento
  • Medio periodo (15-20 anni) es. risparmi per i miei figli per il loro studio / futuro
  • Lungo periodo (pensione)

 

5- Come posso far fruttare i miei soldi o i miei risparmi al meglio?

  • Investimenti (libretti postali, titoli di stato, obbligazioni, azioni, prodotti misti)
  • Piani di accumulo (puramente finanziari, con copertura vita, senza vincolo alcuno, conti deposito)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Slide 1: DOMANDA 1. Quando andrò in Pensione?

 

Età pensionabile di vecchiaia – 67 anni

Anni di contributi – 43 anni di contributi

 

Slide 2: DOMANDA 1 bis. Con quanto andrò in Pensione?

 

Articolo giornale “Generazione 500 euro”

 

Slide 3: dati istat Pensione 2050

 

lavoratori dipendenti dal 50% al 70% dell’ultimo reddito

lavoratori autonomi dal 30 al 60% dell’ultimo reddito

 

Slide 4: DOMANDA 2. E’ possibile aumentare la mia Pensione?

 

Sì, aumentare la propria Pensione è un dovere perché si Può fare.

Concetto Seneca “DEVO ERGO POSSO”, è un dovere morale

 

Slide 5: i modi per alzare la Pensione

 

Foglio tre pilastri previdenziali

 

Slide 6: il Pilastro Pubblico dell’Inps

 

Foto cilindro pubblico

 

Slide 7: il Pilastro dei Fondi Pensione

 

Foto cilindro TFR e foto Versamenti volontari

 

Slide 8: il Pilastro Individuale

 

Foto cilindro Pilastro individuale con 3 divisioni

 

Slide 9: DOMANDA 3. Mi conviene Spostare il Mio TFR su un Fondo Pensione?

 

Per rispondere a ciò…

Come funziona il TFR?

 

Slide 10: Quota TFR

 

6,91% del Reddito Annuo Lordo

 

Slide 11: Tasse sul TFR in Azienda o all’Inps

 

Le Tasse si Pagano dal 23% al 43%  in base al mio RAL

 

Slide 12: Interessi sul TFR

 

1,50% dal datore di lavoro + 75% dell’Inflazione

 

Slide 13: Sicurezza

 

Sopra i 49 dipendenti il datore di Lavoro è obbligato per Legge a versare il TFR all’Inps

Fino ai 49 dipendenti il Datore di Lavoro non è obbligato per Legge a versarlo sul alcun Fondo o Conto Corrente, rischiando così di non avere la liquidità necessaria al dipendente nel momento di una richiesta di anticipo

 

Slide 14:Anticipi sul Tfr e Liquidazione

 

Dopo 2 anni per spese medico sanitarie importanti

Dopo 8 anni il 70% per Mutuo o Ristrutturazione Prima Casa

Se cambio lavoro o vengo licnziato, tutti i miei soldi del TFR mi vengono liquidati entro i limiti dettati dalla legge

 

Slide 15: Come Funziona il TFR su di un Fondo Pensione?

 

Ci sono davvero dei Vantaggi?

 

Slide 16: Paragone Quota TFR tra Azienda e Fondo Pensione

 

6,91% del Reddito Annuo Lordo - 6,91% del Reddito Annuo Lordo

 

Slide 17: Paragone Tasse sul TFR in Azienda o all’Inps

 

Le Tasse si Pagano dal 23% al 43%  in base al mio RAL – Le Tasse si Pagano in base agli anni che mancano alla Pensione a partire dal 15% fino ad un minimo del 9%

 

Slide 18: Paragone Interessi sul TFR in Azienda e su di un Fondo Pensione

 

1,50% dal datore di lavoro + 75% dell’Inflazione – 4,75% Lordo= 3,25% Netto

 

Slide 19: Paragone Sicurezza tra l’Azienda e un Fondo Pensione

 

Sopra i 49 dipendenti il datore di Lavoro è obbligato per Legge a versare il TFR all’Inps

Fino ai 49 dipendenti il Datore di Lavoro non è obbligato per Legge a versarlo sul alcun Fondo o Conto Corrente, rischiando così di non avere la liquidità necessaria al dipendente nel momento di una richiesta di anticipo – Estratto Conto ogni 6 mesi per verificare i Versamenti da parte del Datore di lavoro (in caso di mancati versamenti si contatta il Datore di Lavoro o chi gestisce i Versamenti e si trova una soluzione insieme all’eventuale problema o difficoltà)

 

Slide 19 bis: La Compagnia può Fallire? Cosa Succede ai miei soldi?

 

Non esiste una risposta univoca, dipende dagli istituti di credito, dal tipo di investimenti effettuati e dalle cifre.

 

Slide 20: Paragone Anticipi e Liquidazione del Tfr tra l’Azienda ed il Fondo Pensione

 

Dopo 2 anni il 70% per spese medico sanitarie importanti - Dopo 2 anniil 75% per spese medico sanitarie importanti

 

Dopo 8 anni il 70% per Mutuo o Ristrutturazione Prima Casa - Dopo 8 anni il 75% per Mutuo o Ristrutturazione Prima Casa

 

X         X         X         X         X         - Dopo 8 anni il 30% senza motivazione alcuna

 

Se cambio lavoro o vengo licnziato, tutti i miei soldi del TFR mi vengono liquidati entro i limiti dettati dalla legge – I miei soldi mi vengono trattenuti per la salvaguardia del Capitale creato e non perdo in alcun modo le agevolazioni Fiscali che ho acquisito. Nel momento in cui riprendo a lavorare comunico alla Compagnia ed al datore di lavoro i dati personali relativi alle due controparti ed il mio TFR continua ad essere accantonato sul medesimo Fondo Pensione. Qualora lo ritenga opportuno dopo 1 anno di disoccupazione posso richiedere il 50% della liquidazione e dopo 4 anni il 100%.

 

 

Slide 21: Riassunto Paragone tra Azienda e Fondo Pensione

 

Paragone Quota TFR tra Azienda e Fondo Pensione

6,91% del Reddito Annuo Lordo - 6,91% del Reddito Annuo Lordo

Paragone Tasse sul TFR in Azienda o all’Inps

Le Tasse si Pagano dal 23% al 43%  in base al mio RAL – Le Tasse si Pagano in base agli anni che mancano alla Pensione a partire dal 15% fino ad un minimo del 9%

Paragone Interessi sul TFR in Azienda e su di un Fondo Pensione

1,50% dal datore di lavoro + 75% dell’Inflazione – 4,75% Lordo= 3,25% Netto

Paragone Sicurezza tra l’Azienda e un Fondo Pensione

Sopra i 49 dipendenti il datore di Lavoro è obbligato per Legge a versare il TFR all’Inps

Fino ai 49 dipendenti il Datore di Lavoro non è obbligato per Legge a versarlo sul alcun Fondo o Conto Corrente, rischiando così di non avere la liquidità necessaria al dipendente nel momento di una richiesta di anticipo – Estratto Conto ogni 6 mesi per verificare i Versamenti da parte del Datore di lavoro (in caso di mancati versamenti si contatta il Datore di Lavoro o chi gestisce i Versamenti e si trova una soluzione insieme all’eventuale problema o difficoltà)

Paragone Anticipi e Liquidazione del Tfr tra l’Azienda ed il Fondo

Dopo 2 anni il 70% per spese medico sanitarie importanti - Dopo 2 anniil 75% per spese medico sanitarie importanti

Dopo 8 anni il 70% per Mutuo o Ristrutturazione Prima Casa - Dopo 8 anni il 75% per Mutuo o Ristrutturazione Prima Casa

X         X         X         X         X         - Dopo 8 anni il 30% senza motivazione alcuna

Se cambio lavoro o vengo licnziato, tutti i miei soldi del TFR mi vengono liquidati entro i limiti dettati dalla legge – I miei soldi mi vengono trattenuti per la salvaguardia del Capitale creato e non perdo in alcun modo le agevolazioni Fiscali che ho acquisito. Nel momento in cui riprendo a lavorare comunico alla Compagnia ed al datore di lavoro i dati personali relativi alle due controparti ed il mio TFR continua ad essere accantonato sul medesimo Fondo Pensione. Qualora lo ritenga opportuno dopo 1 anno di disoccupazione posso richiedere il 50% della liquidazione e dopo 4 anni il 100%.

 

Slide 22: Esempio Paragone Azienda – Fondo Pensione di un dipendente con RAL 22500 euro, circa 1300 euro al mese

 

Vantaggio Economico – Fiscale generico

 

Slide 23: Vantaggio Economico – Finanziario sui 35 anni

 

Slide 24: Vantaggio Economico Finaziario sui 15 anni

 

Slide 25: A chi altro Conviene Spostare il TFR su un Fondo?

 

  • Al datore di lavoro (deduzione fiscale dal 4 al 6% , riduzione costo del lavoro, esonero tassa al Fondo di Garanzia Inps, esonero rivalutazione Interessi TFR 1,50% + 75% inflazione) = cancellazione debito

 

Slide 26: Esempio Vantaggio Economico Datore di Lavoro con 20 dipendenti con RAL 22500 euro

 

Slide 27: A chi altro Conviene Spostare il TFR su un Fondo?

 

  • Al Fondo (costo gestionale e piccola percentuale sugli interessi)

 

Slide 28: A chi altro Conviene Spostare il TFR su un Fondo?

 

  • All’Inps (cancellazione debito per la gestione dei soldi) Articolo Tutti al Bancomat del TFR

 

 

Slide 29: DOMANDA 4. Il Pilastro Individuale è solo per la Pensione?

 

Assolutamente NO, viene utilizzato per raggiungere gli obiettivi personali o familiari

 

Slide 30: La Protezione

 

Tutele familiari per interventi chirurgici, malattie, infortuni,

Polizze sulla premorienza come coperture per mutui, finanziamenti, prestiti

Polizze sulla casa

Polizze sui negozi, sui fabbricati, sulle scorte in magazzino

Polizze Auto, Moto

 

Slide 31: La Creazione del Capitale ex novo

 

Obiettivi a breve termine: 5-10 anni (CC, Conti Deposito, Posta, PAC) à automobile, moto, acconto sul Mutuo

Obiettivi a medio termine 10-20 anni (Piani di Accumulo, PAC, Accantonamenti) à Estinzione Mutuo, Anticipo Seconda casa, Studio Figli/o, etc…

Obiettivi a lungo termine 20-30 anni (Accantonamenti, Fondi Pensione) à Pensione, Anticipo Casa Figli/o, Anticipo Seconda Casa

 

Slide 32: La Gestione del Risparmio (Capitale già esistente)

 

Comparazione interessi, costi e Tassazione

 

  • Banca (bolli, costi gestionali, decreto salva Italia)
  • Posta (
  • Assicurazioni
  • Conti Correnti Online

 

Slide 33: Varie tipologie di Investimenti con tipologie di Rischio:

 

  • AZIONI
  • OBBLIGAZIONI
  • TITOLI DI STATO, BTP, BOT
  • FONDI COMUNI

 

 

 

In questo Fascicolo ho cercato di inserire tutte le Risposte alle Domande di tutti i miei Clienti e molte altre informazioni utili da utilizzare tutti i giorni.

 

 

Non ho potuto inserire per ragioni di spazio, tempo e cambiamenti a livello normativo previdenziale moltissimi altri dati, foto, prospetti con cifre ed esempi ma qualora qualcuno avesse il piacere di approfondire nel dettaglio la propria situazione sarei felicissimo di dare tutte le delucidazioni del caso.

 

 

 

Vi ringrazio per l’attenzione,

 

 

 

Dott. Stroppiana Daniele
Assicurazioni senza Sorprese

 

Cell. 347 0672995

 

E-Mail:

 

daniele.stroppiana.alleanza@gmail.com

giovedì 2 aprile 2015

IL SEGRETO DEI TRE PILASTRI PER UNA PENSIONE SERENA

Come spesso accade per raggiungere le cose più belle della vita, esistono dei piccoli segreti.
Senza che nessuno te li spieghi, rischi di lavorare una vita intera solo per pagare le tasse e per poi andare in pensione con la metà dell'ultimo stipendio. Come faresti a mantenere in tuo tenore di vita se a partire da domani guadagnassi la metà? Questo è ciò che rischi in Pensione se non intervieni in tempo.
Il mio lavoro è metterti al corrente di ciò che già centinaia di miei clienti e migliaia di clienti in tutta Italia stanno già facendo.
In realtà, nulla di ciò che ti dirò è poi così segreto, tutte le informazioni sono raggiungibili, magari non sono facilmente accessibili, ma è proprio per questo che esiste il mio lavoro:
  • per mettere al corrente tutti coloro che vogliono"Prevenire" e "non curare"
  • per tutti coloro che vogliono "costruire un piccolo capitale per i figli"
  • per tutti coloro che "vogliono vivere la pensione con serenità"
  • per tutti coloro che sono stanchi di "regalare soldi in interessi alle banche ed alle finanziarie"
Senza volerti troppo annoiare, forse non ti è mai stato spiegato da nessuno che esistono 3 pilastri che vanno a concorrere per la Pensione:
  1. il Pilastro Pubblico è rappresentato dai contributi versati all'INPS  che formeranno la Pensione Pubblica
  2. il Pilastro Collettivo dei Fondi Pensione dove rientra anche il TFR, che permette di far risparmiare non solo dipendenti e datori di lavoro, ma anche lavoratori autonomi o chiunque faccia versamenti volontari grazie alla deduzione fiscale
  3. il Pilastro Individuale dove rientrano ulteriori 3 categorie:
  • le coperture personali
  • la creazione del capitale con durate brevi, medie, lunghe
  • la gestione del capitale
Ciò che voglio condividere con te, sono le possibilità che puoi assolutamente sfruttare per il miglioramento della tua vita a partire non da domani, ma a partire già da oggi.
Se in azienda o nella tua società non sei mai stato informato delle tasse che paghi sul tuo TFR sono ben lieto di informarti che sul mio Blog troverai tutte le informazioni che ti permetteranno di risparmiare dalle tasse migliaia di euro, solo spostando il tuo TFR.
Per quanto riguarda invece il Pilastro Individuale, sono certo che tu stia già facendo qualcosa per accantonare in qualche posto ed in qualche modo i tuoi risparmi.
Quello che posso fare, poiché ogni situazione è singolare e differisce dalle altre, è restare a disposizione per incontrarci e ragionare insieme sulla tua situazione per creare insieme la soluzione ideale per esaudire i tuoi obiettivi e per permetterti di pagare meno tasse da subito dove possibile.

lunedì 1 settembre 2014

RISPARMIARE AIUTA A PREVENIRE

Un famoso detto - a me molto caro - dice "prevenire è meglio che curare" ...
Tutti quanti fin da quando eravamo bambini ce lo siamo sentiti ripetere, eppure, quante volte abbiamo davvero messo in pratica il saggio detto??? E' triste da ammettere, ma in un mondo sempre più orientato all'oggi, alla mera sopravvivenza del giorno stesso e non alla pianificazione del domani, ci sentiamo trascinati dagli eventi che controllano le nostre vite che la corrente di un fiume in piena. Ci sentiamo però ... Perché essa appunto, è' solo una sensazione ... Ma non è così !!! Ognuno di noi, solamente con la forza di volontà e con una migliore pianificazione delle proprie entrate e delle proprie spese sarebbe - il condizionale è d'obbligo quando si intende qualcosa che necessiti uno sforzo fisico o mentale da parte di qualcuno per il raggiungimento di qualcosa - in grado di RISPARMIARE. E cos'altro vuol dire risparmiare, se non PREVENIRE UN MALE FUTURO portato, perché no, dalla mancanza di denaro nel domani?

sabato 19 luglio 2014

Quando andrò in pensione? Ecco una guida completa per capire cosa ti aspetta e come muoverti

A che età andrò in Pensione e finirò di lavorare? Come calcolare la pensione? Conviene sottoscrivere un fondo pensione o un accantonamento? Ne parliamo in una serie di post

<< La pensione pubblica? Certa, ma povera>>. Così si apre un articolo del settimanale Milano Finanza datato 16 aprile 2011 ed intitolato “PENSIONI DA RIFARE. Generazione 500 euro”. Ciò perchè, come spiegato più avanti dall’articolo, con il passaggio dal metodo retributivo a quello contributivo il calcolo delle pensioni dipenderà da quanto il lavoratore sarà in grado di versare durante la sua carriera. E l’articolo continua ancora dicendo: << il tasso di sostituzione, oggi stimato al 60%, senza una vigorosa inversione di tendenza potrebbe scendere al 50%. Ne consegue che [...] ora tocca ai lavoratori attrezzarsi per godere di un assegno dignitoso una volta che si ritireranno>>. Questo interessante articolo funge benissimo da introduzione all’argomento che andremo ad affrontare, ovvero se sia possibile ed attraverso quali strumenti poter risparmiare dei soldi che potrebbero tornarci utili prima del pensionamento oppure che, se saremo stati abbastanza bravi da non toccarli, fungeranno da valido incremento per la nostra pensione.Almeno un paio di domande a questo punto potrebbero sorgere spontanee: << perchè negli ultimi anni è diventata così importante la parola “risparmiare” e aderire ad una forma di previdenza integrativa complementare? Perchè la mia pensione non sarà mai quella dei miei nonni o dei miei genitori, ma sarà nella migliore delle ipotesi il 60-70% del mio reddito?>>. Ma le domande più importanti che dovremmo porci ed alle quali sarebbe più opportuno avere una risposta sono:
  1. Conosco la Riforma Monti-Fornero?
  2. Conosco l’età in cui potrò andare in pensione?
  3. Conosco la cifra cui ammonterà la mia pensione?
La riforma Monti-Fornero varata nel 2011 ha modificato radicalmente il metodo di calcolo delle pensioni portandolo dal metodo retributivo - del quale hanno usufruito ed usufruiscono ancora oggi i nostri nonni ed i nostri genitori più in là con l’età - al metodo contributivo. Quest’ultimo è basato sul versamento dei contibuti che il lavoratore riesce a versare durante la sua vita lavorativa ed è chiaramente più svantaggioso per i lavoratori rispetto al metodo retributivo preesistente.Per quanto riguarda l’ammontare della pensione abbiamo già detto in precedenza che questa varierà tra il 60-70% dell’ultimo reddito percepito per i lavoratori dipendenti, mentre potrebbe addirittura essere solo il 40% per i lavoratori autonomi. Ciò significa che un lavoratore dipendente che guadagna 1000 euro avrà una pensione tra i 600 e i 700 euro, mentre un lavoratore autonomo che percepisce anch’egli 1000 euro avrà una pensione tra i 400 e i 600 euro.  Non solo, oltre a far sì che le pensioni percepite saranno più basse, la Riforma ha anche innalzato l’età pensionabile di uomini e donne. Ad oggi infatti l’età per la pensione di vecchiaia degli uomini è 66 anni e 3 mesi con la pensione di vecchiaia dopo almeno 42 anni e 5 mesidi contributi. Non molto diversa è la situazione per le donne che hanno la pensione di vecchiaia a 62 anni e 3 mesi e quella di vecchiaia dopo almeno 41 anni e 5 mesi di contributi. Questi dati sono stati riportati anche dal quotidiano Corriere della Sera datato 7 giugno 2013. Ecco spiegato perchè da qualche anno si sente parlare e si legge sui giornali di Previdenza Integrativa Complementare. Ma spieghiamo bene cosa sia la Previdenza Integrativa Complementare e quali sono i tre pilastri che la compongono poichè la somma di questi tre rappresenta la pensione di un lavoratore. Il Primo Pilastro previdenziale è rappresentato dall’INPS che, se fino a qualche hanno fa ha provveduto alle pensioni di tutti gli italiani, ha oggi un enorme buco dovuto anche al fatto che i contributi dei lavoratori sono stati utilizzati dal Tesoro per finanziare la spesa pubblica e coprire altri vuoti creati in passato. Un interessante articolo di giornale a testimonianza di quanto poco sopra riportato è rappresentato dal settimanale Milano Finanza del 19 marzo 2011 dal titolo “CHI USA LA MIA LIQUIDAZIONE”. Il Secondo Pilastro è poi rappresentato dai Fondi Pensione che possono essere di vario tipo. Sempre all’interno di questo pilastro vi sono le importanti possibilità di scelta di destinazione del Tfr per i lavoratori dipendenti del settore privato, il Trattamento di Fine Rapporto che non è niente altro che la liquidazione dopo una carriera lavorativa, oppure la possibilità di effettuare dei versamenti volontari in abbattimento del reddito per i lavoratori autonomi. Di queste possibilità e dei vantaggi fiscali dell’adesione ad un fondo pensione si tratterà nel prossimo articolo. In questo primo saggio invece, ci occuperemo di mettere in evidenza alcuni utili strumenti del Terzo Pilastro. All’interno di quest’ultimo pilastro sono contenute tutte le forme di risparmio individuale spesso legate a polizze assicurative. Una testimonianza importante ci viene fornita ancora una volta da Milano Finanza dell’1 giugno 2013 intitolato “INTANTO L’EUROPA PENSA AL TERZO PILASTRO” dove vengono descritti gli obiettivi varati dall’Unione Europea. Una citazione mi pare di primaria importanza: << L’obiettivo è [...] migliorare la qualità dei prodotti di risparmio per le pensioni individuali migliorando l’informazione e la protezione dei consumatori>>, ancora << viene poi anche ribadito il ruolo chiave, anche a livello europeo, di un sistema previdenziale multipilastro sottolineando come il risparmio destinato alle pensioni complementari deve svolgere un ruolo di maggior rilievo nel garantire la futura copertura delle pensioni>>. Come si è potuto leggere poco sopra l’importanza di aderire a prodotti di risparmio del Terzo Pilastro rappresenta uno degli obiettivi a livello europreo, ecco spiegato ancora una volta come mai negli ultimi anni si senta spesso parlare dell’importanza di risparmiare in modo da integrare la propria pensione.
Come anticipato in precedenza, in questo articolo prenderemo in analisi uno degli strumenti di risparmio dell’ultimo pilastro, l’ACCANTONAMENTO. Esistono varie soluzioni rivolte all’accantonamento dei propri risparmi, alcune soluzioni più rischiose sfruttano le oscillazioni del mercato azionario, altre invece garantiscono una copertura sulla vita integrata. La soluzione che solitamente prediligo e consiglio è la seconda, ma ogni caso ha la propria peculiarità e non mi sento quindi, senza una valutazione preventiva, di consigliare l’uno o l’altro. L’accantonamento con la copretura vita integrata è una polizza assicurativa dalla durata variabile che comprende una parte di rismarmio ed una parte di copertura assicurativa sulla vita dell’assicurato. Per esempio, decidendo di versare 100 euro al mese, una piccola parte variabile secondo l’età dell’assicurato andrà a coprire la persona in caso di morte, mentre la fetta grande restante andrà a formare  il capitale che integrerà la pensione a seconda della scadenza del contratto. Il vantaggio di questa polizza è che, essendo un “risparmio forzato” da parte del risparmiatore, permette e “costringe” a mettere via dei soldi che altrimenti anche con tutta la buona volontà non si sarebbero riusciti a risparmiare. Va un pò visto come un salvadanaio a forma di maialino a cui attingere, se possibile, solo il giorno in cui si andrà in pensione o comunque alla scadenza del contratto stipulato secondo le proprie esigenze. L’accantonamento ha sicuramente dei pregi, che elencheremo più avanti, ma prima ne spiegheremo i difetti. Prima di tutto chi aderisce ad una polizza di accantonamento deve essere consapevole dell’impegno che si prende a versare la cifra stabilita sul contratto.
Qualsiasi sia la Compagnia con cui vi vincolate o il tipo di contratto che scegliete, le cluasole sono più o meno simili, ma è importante che le conosciate bene in modo da farvi seguire da persone competenti che facciano anche i vostri interessi e non solo i loro.
È chiaro che sarebbe sempre meglio non accedere al capitale prima della scadenza ma qualora vi fosse questa necessità è possibile farlo. La cifra a cui si potrà accedere del proprio capitale dipenderà da quanto si sarà versato sino a quel momento e da quanti anni saranno già trascorsi dalla stipulazione del contratto. Meno tempo mancherà alla scadenza più alta sarà la percentuale di capitale a cui si potrà accedere in anticipo.
Qualora non si potesse più nel tempo sostenere tale versamento, in base al tipo di contratto ed alla società scelta, vi è solitamente la possibilità di stoppare il versamento e mantenere il capitale versato fino a quel momento sotto forma di investimento.
Questi sono gli aspetti che possono essere definiti “critici” poichè chi aderisce a questo tipo di contratto ha sicuramente dei vantaggi ma deve avere la conoscenza approfondita del contratto in modo da decidere consapevolmente. Per quanto riguarda i vantaggi che l’accantonamento offre, sicuramente è un’ottima forma di risparmio che tutela anche la vita dell’assicurato. Qualora questo dovesse mancare prematuramente infatti la compagnia liquiderebbe il premio di morte solo al beneficiario, questo prodotto non segue infatti l’asse ereditario e può essere nominato chiunque. Inoltre l’accantonamento da solitamente al cliente un interesse minimo garantito, il che assicura il cliente che non perderà un euro se rispetterà la durata e le condizioni ma andrà anzi ad incrementare sicuramente il suo capitale poichè gli interessi reali sono solitamente più alti. Ancora, ultimi ma solo in questo elenco e non per importanza, come vantaggi questa polizza offre l’impignorabilità e l’insequestrabilità del capitale. L’unica ragione per cui potrebbe essere toccata la polizza è qualora il contraente di questa risultasse colpevole in una causa penale. Va sottolineato, in una causa penale, non civile, ciò significa che il reato dovrebbe essere grave. Questi prodotti sono molto simili tra le varie banche e assicurazioni, quello che cambia e che può cambiare in meglio le sorti del vostro capitale non è tanto l’interesse che offre la Compagnia o il rendimento che questa ha sul mercato, quanto la competenza di chi vi offre tale soluzione. Mi sembra importante sottolineare nell’articolo di Milano Finanza dell’1 giugno 2013 da cui ho citato alcune frasi prima, al fondo di questo è riportato che << la struttura del mercato della previdenza individuale nei diversi Stati europei [...] in Paesi come Francia, Germania, Regno Unito e Italia questa sia appannaggio preponderante delle compagnie di assicurazione>>. In conclusione di questo primo articolo, come riportato all’inizio dello stesso, riporto nuovamente quanto sostenuto da Milano Finanza il 16 aprile 2011 poichè è importante rammentare che << ora tocca ai lavoratori attrezzarsi per godere di un assegno dignitoso una volta che si ritireranno>>.


Per chi fosse interessato a saperne di più, a ricevere altro materiale ancora più specifico a riguardo o addirittura a fissare un appuntamento - nel caso abiti in una zona “limitrofa” a Torino - può contattarmi via mail all’indirizzo: daniele.stroppiana.90@gmail.com
Una volta contattato potrò presentarvi degli esempi specifici riguardo la vostra situazione attuale e futura e, qualora siate interessati a sottoscrivere un contratto con lui per tutelare il vostro futuro e quello dei vostri cari, potrete valutare con lui le possibilità di incontro. Anche nel caso abitiate in regioni diverse dalla mia sarebbe consigliabile valutare con la mia disponibilità allo spostamento. Il servizio di consulenza è gratuito e senza impegno e non ha costo alcuno.


Vi lascio con una riflessione:
Come mai quando sono in difficoltà i 100/200 euro in più per pagare un nuovo debito, un finanziamento, un prestito o un imprevisto li trovo?
Non sarebbe stato forse meglio se ogni mese avessi accantonato più o meno la stessa cifra?
Se nel momento del bisogno, anzichè crearmi un ulteriore debito da rincorrere nel tempo, avessi potuto attingere ai miei risparmi personali messi da parte preventivamente?
Purtroppo spesso non ci impegniamo abbastanza per tutelarci preventivamente, è tutta una questione di mentalità.
Se i soldi riesco a farli uscire nel momento del bisogno, sarebbe bene che una parte riuscissi a risparmiarla sempre preventivamente.

Daniele Stroppiana
Assicurazioni senza Sorprese

venerdì 27 giugno 2014

BENVENUTA "OASI DELLA BELLEZZA"

Accogliete al meglio, con la vostra affluenza, il nuovo centro convenzionato pensato questa volta soprattutto per quelle donne che amano farsi coccolare e prendersi cura del loro corpo.
Per tutti coloro che sono o saranno in possesso della mia carta clienti, sempre il 10% di sconto su qualsiasi trattamento. In più, l'offerta manicure + pedicure = 1 TRATTAMENTO SOLARE A SCELTA IN OMAGGIO.

giovedì 15 maggio 2014

NUOVO CENTRO CONVENZIONATO

... Dopo diverso tempo di ricerca ... Finalmente ... Ho trovato non solo un centro odontoiatrico, ma una compagnia di centri odontoiatrici ... Ebbene sì, i prestigiosi Centri odontoiatrici VITALDENT - a partire dai prossimi giorni per iniziare solo quello di Rivoli in C.so Susa - faranno parte delle Convenzioni a disposizione per i miei clienti con un'offerta molto interessante che invito tutti a sfruttare.

Vi sarà comunque consegnato presto un BUONO che potrete sfruttare con i miei omaggi presentandovi a nome mio, per testare da subito la professionalità dei dipendenti Vitaldent.
Mi auguro di riuscire a regalarvi ancora altrettante iniziative di spicco e di grande utilità per tutti voi.

Nel frattempo il mio invito resta sempre quello di usufruire di ogni possibilità che vi viene messa a disposizione, perché è solo per voi che faccio queste iniziative.

                                                                                              Il vostro consulente,

                                                                                                                             Daniele Stroppiana